A/RES/79/325
La risoluzione ONU dell'agosto 2025 che istituisce il Panel scientifico indipendente e il Global Dialogue sull'AI.
Project Radegonda · Milan, September 2026
Un impegno pubblico per l'istituzione a Milano del nuovo pilastro delle Nazioni Unite dedicato alla governance dell'intelligenza artificiale.
Iniziativa nata dal lavoro dell'American Chamber of Commerce in Italy, aperta all'adesione del sistema milanese, lombardo e internazionale.
La risoluzione ONU dell'agosto 2025 che istituisce il Panel scientifico indipendente e il Global Dialogue sull'AI.
La finestra utile per definire dove nascerà il coordinamento orizzontale della governance dell'AI.
Il checkpoint istituzionale: seconda sessione del Global Dialogue a New York.
Milano è la prima città europea a candidarsi, e la prima al mondo con una candidatura di origine civica.
Quando abbiamo presentato il primo policy paper, il 27 luglio 2026, la domanda che ci siamo posti non era se servisse un'infrastruttura internazionale per governare l'intelligenza artificiale, ma dove sarebbe nata.
Le Nazioni Unite stanno costruendo la propria architettura sulla governance dell'AI, e in quell'architettura manca ancora il piano orizzontale: nessuna città al mondo ospita oggi una struttura dedicata al coordinamento della governance dell'AI.
Quello spazio istituzionale verrà definito nei prossimi ventiquattro mesi.
Simone Crolla · Consigliere Delegato, AmCham Italy
Un ecosistema della ricerca di massa critica europea, un cuore manifatturiero che rende la città il luogo naturale per sperimentare il passaggio all'intelligenza artificiale che agisce nel mondo fisico, una vocazione transatlantica che ne fa un ponte fra Stati Uniti ed Europa, e un ancoraggio etico che nessun'altra capitale dell'AI può vantare. Ha anche una memoria: il precedente EMA del 2017 ci ha insegnato che il migliore dei dossier tecnici può perdere all'ultimo miglio se il sistema-Paese non è compatto e se le relazioni bilaterali non partono per tempo. Non ripeteremo quell'errore.
Per questo il progetto non si ferma a un documento. Prosegue con un secondo policy paper dedicato alle funzioni del nuovo pilastro, con un Manifesto pubblico aperto all'adesione, con un Comitato Promotore stabile con sede operativa a Milano e con un lavoro diplomatico che accompagna la candidatura nelle sedi in cui verrà decisa.
Abbiamo scelto di chiamarlo Progetto Radegonda perché la storia di questa città dice una cosa semplice: quando le rivoluzioni tecnologiche arrivano a Milano, entrano in Europa.
Questa pagina raccoglie in modo ordinato tutto ciò che serve a chi voglia capire, verificare e sostenere l'iniziativa. Chi condivide questa proposta può sottoscriverla qui.
Manifesto pubblico · Milano, settembre 2026
Il 26 dicembre 1883, alla prima della Gioconda di Ponchielli, il Teatro alla Scala si accese con 2.880 lampadine alimentate dalla centrale di Santa Radegonda, la prima dell'Europa continentale. Da Milano, attraverso un ponte transatlantico, l'elettricità entrò nell'Europa continentale. 143 anni dopo, la rivoluzione tecnologica del nostro secolo, l'intelligenza artificiale, bussa alla stessa porta.
Le Nazioni Unite stanno costruendo la propria architettura sulla governance dell'AI. La Risoluzione dell'Assemblea Generale A/RES/79/325 dell'agosto 2025 ha istituito il Panel scientifico indipendente e il Global Dialogue. La prima sessione del Global Dialogue si è tenuta a Ginevra il 6 e 7 luglio scorso; la seconda è calendarizzata a New York nel maggio 2027. Il laboratorio ONU di Valencia, aperto a gennaio 2025, presidia la dimensione tecnica applicata. L'UNESCO da Parigi presidia il piano normativo con la Raccomandazione sull'etica dell'AI del 2021. Nessuna città al mondo ospita oggi una struttura dedicata al coordinamento orizzontale della governance dell'AI. Quello spazio istituzionale sarà definito nei prossimi ventiquattro mesi.
Il primo checkpoint istituzionale è già alle nostre spalle. Il 4 e 5 settembre la Pontificia Università Gregoriana ha ospitato il roundtable AI and Human Development convocato dal Vice-Segretario Generale delle Nazioni Unite, i cui outcome contribuiranno all'attuazione del Pact for the Future e sosterranno il Global Dialogue. La 81ª Assemblea Generale si è aperta l'8 settembre e la high-level week, dal 22 al 28 settembre, offre la prima proiezione istituzionale dell'iniziativa milanese, per il tramite della delegazione italiana e del canale parlamentare dell'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, che porterà la candidatura in quella sede.
Il 28 luglio 2026, oltre 1.300 dipendenti dei principali laboratori di frontiera hanno firmato la lettera “Pacing the Frontier”, chiedendo al governo americano di sostenere uno sforzo internazionale per gli strumenti tecnici e di governance necessari a rallentare, se e quando servisse, la corsa dell'AI automatizzata. OpenAI e Anthropic hanno sottoscritto la lettera come aziende. Sono gli stessi ricercatori che l'AI la costruiscono a chiedere una governance internazionale del sistema. L'urgenza non è più un'opinione, è un fatto.
In questi giorni la richiesta ha assunto la voce di chi guida quei laboratori. Nel saggio “We Must Pace the Frontier”, pubblicato in settembre, il cofondatore e CEO di Anthropic Dario Amodei ha scritto che «dobbiamo rallentare il ritmo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di AI», indicando come cause l'accelerazione dell'auto-miglioramento ricorsivo dei sistemi e i recenti episodi di disallineamento agentico, e stimando in sei-dodici mesi la finestra entro la quale uno sciame di agenti sufficientemente capace potrebbe arrivare a compromettere parti rilevanti della rete. La proposta si articola in tre passaggi: valutatori terzi incorporati nei laboratori con accesso continuativo, coordinamento fra le democrazie su standard comuni di sicurezza, coordinamento globale fino a un “limite di velocità” condiviso sull'auto-miglioramento ricorsivo e ad accordi verificabili con la Repubblica Popolare Cinese. «Credo che lo dobbiamo all'umanità, provarci», conclude Amodei. Due dei tre passaggi sono per definizione multilaterali, e oggi non hanno una casa istituzionale dove essere negoziati, verificati e legittimati. È
esattamente la casa che Milano si offre di costruire.
Il 2 settembre 2026, a Chapel Hill, i Ministri dell'Innovazione del G20 hanno adottato per consenso i Carolina Principles for Emerging Technologies, sottoscritti anche dalla Repubblica Popolare Cinese. Il framework promuove un approccio settoriale, proporzionato e adattabile, orientato a un'innovazione umanocentrica e a un'adozione sicura e affidabile dell'AI, evitando la costruzione di nuove burocrazie generaliste. Al medesimo tavolo sono intervenuti i vertici dei principali laboratori di frontiera, fra cui il cofondatore di Anthropic Tom Brown. Il quadro G20 chiude un'architettura sul versante della politica industriale e regolatoria degli Stati; non copre, per esplicita scelta di scope, il livello propriamente multilaterale e il piano dei principi etici e dei diritti fondamentali, che restano nel perimetro delle Nazioni Unite. È esattamente in quello spazio complementare che si colloca il pilastro milanese.
Il 29 settembre 2026, alla Casa Bianca, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i vertici di Google, Meta, Anthropic, OpenAI, Nvidia e xAI hanno sottoscritto il White House Accord on Super Intelligence, un “Joint Commitment on Frontier Responsibilities”. L'Accordo, volontario e
privo di valore legale vincolante, impegna ciascuna azienda che addestra e rilascia modelli di frontiera a quattro livelli di controllo e verifica: controlli interni sulle capacità e sull'allineamento dei modelli, con particolare attenzione a cybersicurezza, biosicurezza e minacce chimiche; un team interno che ne assicuri il funzionamento; valutazioni indipendenti affidate a un revisore o
valutatore esterno; un comitato indipendente del consiglio di amministrazione che ne supervisioni gli esiti. Il testo riconosce che nel tempo potrà essere opportuno tradurre questi passaggi in leggi o regolamenti. Sono i laboratori che costruiscono la frontiera, insieme al governo del Paese che la ospita, a riconoscere che la valutazione indipendente è la condizione della fiducia: il primo dei tre passaggi indicati da Amodei entra così negli impegni delle aziende. Per sua natura, l'Accordo resta un impegno nazionale e volontario fra imprese, e lascia aperta la domanda su come rendere confrontabili, fra Paesi diversi, i metodi con cui quella valutazione viene condotta. È a questa domanda che rispondono le funzioni del pilastro milanese, che misura senza regolare, nel pieno rispetto della sovranità degli Stati.
Milano ha le credenziali per occupare quello spazio. Assolombarda stima per il 2026 una crescita cittadina dell'1,7%, oltre 8 punti sopra il pre-Covid. Nel 2024 il territorio ha attratto 2,3 miliardi di euro di venture funding. 7 data center milanesi hanno ricevuto il riconoscimento di interesse strategico nazionale. Bending Spoons si è quotata al Nasdaq oltre i 25 miliardi di dollari. Politecnico, Statale, Bicocca, Bocconi, Human Technopole, Mario Negri, CNR compongono un ecosistema di ricerca di massa critica europea. Il Vaticano, a un'ora di aereo, ha già offerto con la Nota Antiqua et nova del gennaio 2025 un ancoraggio morale che nessun'altra capitale AI può vantare.
Milano e la Lombardia sono inoltre l'esempio di un ecosistema di ricerca unito a un cuore manifatturiero. Questo è un aspetto centrale, perché la fase che si apre non riguarda più soltanto il software. La Physical AI, l'intelligenza artificiale che percepisce l'ambiente, decide e
agisce nel mondo reale attraverso robot, macchine autonome, sistemi e infrastrutture intelligenti, è destinata a incidere profondamente sulle persone, sulle società e sulle imprese. Milano è un luogo naturale per sperimentare questo passaggio all'intelligenza che agisce nel mondo reale.
A questo si affianca l'esperienza già in corso della città come laboratorio urbano dell'AI responsabile. Il Comune di Milano ha promosso un Manifesto per l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, esperienza pionieristica tra le città europee, coerente con i principi dell'AI Act, e ha mappato 45 use case di AI già in produzione nell'Amministrazione e nei servizi cittadini. Lo Smart City Lab e il programma Human AI+, alla seconda edizione, traducono quei principi in sperimentazioni e imprese, mentre il Board per l'Innovazione Tecnologica e la Trasformazione Digitale integra pubblico, privato, università e terzo settore in un metodo di governance aperto. Milano non offre una sede vuota. Offre un ecosistema in cui i principi dell'AI responsabile sono già messi alla prova nella complessità di una grande città europea.
Il precedente EMA del 2017 ci insegna che il migliore dei dossier tecnici, con Milano prima nel primo turno di voto e vittoriosa nel secondo, può perdere all'ultimo miglio se il sistema-Paese non è compatto e se le relazioni bilaterali con gli Stati membri decisivi non partono per tempo. Non ripeteremo quell'errore.
Vi è una coincidenza che non può sfuggire. L'architettura del multilateralismo nasce a San Francisco il 26 giugno 1945 con la firma della Carta delle Nazioni Unite. Ottant'anni dopo, San Francisco è la capitale mondiale della rivoluzione industriale dell'intelligenza artificiale. Lo stesso luogo che ha visto nascere l'ONU vede oggi nascere la tecnologia che più di ogni altra sfida l'ordine internazionale del Novecento. Entrambe rispondono alla stessa domanda, come governare una discontinuità che nessuno Stato può affrontare da solo.
Qui si apre lo Sputnik Moment delle Nazioni Unite. In una fase di razionalizzazione profonda dell'Organizzazione, la governance dell'intelligenza artificiale non è un'agenzia in più da aggiungere alle quarantacinque esistenti. È il vettore orizzontale attorno a cui l'ONU ritrova la propria centralità storica, il pilastro di nuova generazione, distinto dal modello agenziale novecentesco, che ridà senso all'universalismo delle Nazioni Unite nel XXI secolo. È dentro questa logica di razionalizzazione, coerente con il metodo UN80 e con lo spirito light-touch dei Carolina Principles, che il pilastro non duplica agenzie esistenti né introduce nuovo carico regolatorio, ma le connette e offre il piano orizzontale che oggi manca al sistema.
La linea di responsabilità del pilastro corre lungo il perimetro proprio delle Nazioni Unite. Sostegno operativo al Global Dialogue on AI Governance e al Panel scientifico indipendente istituiti dalla Risoluzione A/RES/79/325. Interoperabilità tra i quadri normativi degli Stati, in continuità con l'approccio settoriale e adattabile riconosciuto dal G20. Rafforzamento delle capacità del Sud globale, perché le regole che riguardano tutti siano scritte anche da chi oggi non siede al tavolo. Valutazione indipendente dei pilots di AI nel settore pubblico e dei loro impatti sul lavoro e sui servizi. Presidio della dimensione etica e dei diritti fondamentali, radicato nel Magistero della Chiesa Cattolica e nella tradizione costituzionale europea, che nessun altro tavolo internazionale copre in modo esplicito.
Il Policy Paper II di AmCham Italy, «Milano e il futuro della governance globale dell'intelligenza artificiale. Le funzioni del nuovo pilastro ONU per la governance dell'AI», traduce questa linea di responsabilità in dodici funzioni tecniche. Non sono un'invenzione: rendono operativi i principi della Raccomandazione UNESCO sull'etica dell'intelligenza artificiale, adottata nel 2021 da tutti gli Stati membri, dentro la cornice della Risoluzione A/RES/79/325, e sono ordinate da un unico criterio: la tecnologia deve restare al servizio della persona. Ciascuna ha un limite dichiarato e
un indicatore di risultato, ed è esercitata insieme all'organizzazione competente per materia, che ne conserva la titolarità.
Misurare con un metodo pubblico quanto crescono le capacità dei sistemi più avanzati e segnalare per tempo agli Stati quelle con implicazioni sistemiche.
Un metodo comune, aggiornato nel tempo, per valutare gli effetti di un sistema sulle persone.
Chi risponde di una decisione resta sempre identificabile lungo la catena tecnologica.
Distinguere l'autentico dal sintetico e ottenere spiegazioni proporzionate alla decisione.
Documentare con quali dati un sistema è stato addestrato e a quale titolo.
Un indice comparabile dei divari di calcolo, dati e competenze, per ridurli.
Dati comparabili sugli effetti occupazionali e sulle politiche di transizione che funzionano.
Evidenza comparabile e criteri di cautela per le persone più vulnerabili.
Competenze per chi regola e per chi usa, condizione di tutte le altre funzioni.
Misurare quali lingue e culture i sistemi rappresentano, e sostenere quelle escluse.
Rendere confrontabile l'impronta energetica, idrica e territoriale dei centri dati.
Un linguaggio comune per riconoscere e segnalare incidenti e capacità pericolose.
Le funzioni generano quattro prodotti: metodi, misure, avvertimenti, competenze · Nessun potere normativo, autorizzativo o sanzionatorio
Nessuno dei quattro prodotti è una norma e nessuno comporta obblighi di conformità. Il pilastro non autorizza né registra i modelli, non vigila sulle imprese e non le sanziona, non produce regole orizzontali e non sottrae competenze a ILO, WHO, UNESCO, UNDP, UNCTAD, ITU, WIPO e OHCHR, né il ruolo scientifico al Panel indipendente. L'attuazione procede in tre fasi: entro dodici mesi le funzioni che non richiedono nuovi mandati, dai dodici ai trentasei mesi il consolidamento, oltre i trentasei mesi le funzioni che richiedono scala. È lo spazio in cui possono ritrovarsi sia chi chiede meno regolazione sia chi chiede più verifica: misurare non significa vietare, significa rendere possibile ogni scelta successiva.
Il posizionamento della candidatura milanese è oggi, con nettezza, il primo in Occidente. La Repubblica di Corea si muove dallo scorso marzo sull'aggregazione fisica in un unico campus delle funzioni AI di sei agenzie ONU esistenti, un modello agenziale novecentesco. La Cina ha lanciato a Shanghai il 16 luglio la World AI Cooperation Organization, organizzazione intergovernativa alternativa firmata da ventinove Stati e sottratta al perimetro ONU. Il Kazakistan ha offerto Astana come sede della prima riunione di quell'organismo. Milano è la prima città europea a candidarsi come sede di un pilastro di nuova generazione dentro il perimetro delle Nazioni Unite, e la prima al mondo la cui candidatura nasce da un soggetto civico-imprenditoriale e non da un governo. È un posizionamento ancora inedito.
La governance dell'intelligenza artificiale non può ridursi a un tavolo tra le sole economie tecnologicamente dominanti, con l'Europa e il Sud globale in posizione di spettatori delle regole che li riguardano. Non per contrapposizione a Stati Uniti e Cina, interlocutori essenziali e
complementari di qualsiasi cornice multilaterale credibile, ma perché la natura orizzontale e
universale della tecnologia richiede un tavolo inclusivo. Milano si candida come sede europea di quel tavolo, dove il metodo del diritto, dei diritti fondamentali e del pluralismo istituzionale, già codificato dall'AI Act, si aggiunge come terzo asse costitutivo alla governance globale dell'intelligenza artificiale. È lo spazio in cui l'Europa può tornare a competere, costruire e
crescere sul terreno che più di ogni altro definirà la competitività continentale dei prossimi decenni, restituendo all'Unione una centralità istituzionale che il modello agenziale novecentesco non le aveva riconosciuto.
Il tratto più innovativo della proposta riguarda la struttura finanziaria. Il pilastro si reggerebbe su un modello ibrido a tre livelli, articolato in contributi statutari degli Stati membri, contributi volontari permanenti dei principali operatori del settore secondo il precedente di successo di GAVI e CEPI in ambito sanitario, e partnership tematiche con fondazioni filantropiche e
istituzioni finanziarie internazionali. Il modello riduce la pressione sul bilancio ordinario dell'Organizzazione e offre un precedente istituzionale utile alla riforma finanziaria del sistema onusiano.
la candidatura di Milano quale sede del nuovo pilastro delle Nazioni Unite dedicato alla governance dell'intelligenza artificiale, articolata nel policy paper “Milano capitale globale dell'intelligenza artificiale etica” presentato il 27 luglio 2026 da AmCham Italy e sviluppata nelle dodici funzioni del Policy Paper II di settembre 2026.
con sede operativa a Milano, che riunisca le rappresentanze imprenditoriali, commerciali, accademiche, scientifiche, professionali e
finanziarie del territorio milanese e lombardo, e che dialoghi con continuità con la Presidenza del Consiglio, la Farnesina, il MIMIT, il Ministero della Giustizia, la Regione Lombardia e il Comune di Milano.
al dossier tecnico della candidatura, ciascuno secondo la propria missione istituzionale, mettendo a disposizione ricerca, dati, esperienza settoriale, capacità di dialogo con gli stakeholder internazionali, nonché mettendo a
disposizione del dossier le iniziative con cui il sistema produttivo milanese e lombardo sta già testando e industrializzando l'intelligenza artificiale applicata al mondo fisico.
del Governo italiano presso il Segretariato generale delle Nazioni Unite, la Rappresentanza permanente italiana a New York, gli Stati membri decisivi, dal gruppo dei co-facilitatori Spagna e Costa Rica ai capifila di GRULAC, Africa e G77, in vista della high-level week del 22-28 settembre 2026 e del checkpoint di maggio 2027.
nel dialogo con i grandi laboratori di frontiera e con le organizzazioni internazionali competenti, in modo che il pilastro milanese si presenti come struttura leggera, complementare ai Carolina Principles del 2 settembre 2026 e agli impegni volontari del White House Accord on Super Intelligence del 29 settembre 2026, evitando qualsiasi duplicazione e qualificandosi come sede ONU della dimensione etica, umanocentrica e di capacità tecnica indipendente che il quadro G20 esplicitamente non copre.
La finestra utile per posizionare Milano è
quella dei prossimi ventiquattro mesi. Chi arriva a quel tavolo con una sede pronta, un dossier tecnico credibile, una struttura finanziaria sostenibile e una coalizione politica coesa, condiziona la geografia istituzionale della governance dell'AI per la generazione successiva. Chi arriva dopo, negozia condizioni scritte da altri.
Non firmiamo una petizione. Firmiamo un impegno operativo, con la stessa serietà con cui la coalizione di Diana Bracco sostenne nel 2017 la candidatura EMA di Milano, e con la consapevolezza aggiuntiva che oggi la posta in gioco è la governance della tecnologia che ridefinirà l'economia, il lavoro, l'informazione, la democrazia dei prossimi vent'anni.
A ogni firmatario è riconosciuto lo stesso peso. AmCham Italy, Assolombarda e
Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza promuovono il Manifesto, e il Comitato Promotore nasce civico, trasversale e privo di sigle di parte. Nessun logo prevale sugli altri, nessuna istituzione parla a nome delle altre. Il dossier è di Milano, non di una sola casa.
Milano non chiede un privilegio. Offre al sistema-Paese una possibilità concreta di essere protagonista nella costruzione dell'architettura internazionale che governerà l'intelligenza artificiale. Offre inoltre un luogo nel quale la governance dell'AI può mantenere un rapporto diretto con la sua applicazione. Una governance efficace contribuirà a creare le condizioni perché l'intelligenza artificiale possa essere utilizzata in modo sicuro, responsabile e positivo per generare innovazione, benessere e crescita. La proposta è sul tavolo. Se ne discuta ai livelli che le competono, con l'urgenza e la serietà che il momento richiede.
Comitato Promotore
Istituzioni, università, imprese e personalità del mondo scientifico e imprenditoriale che hanno già sottoscritto il Manifesto. L'elenco viene aggiornato con la raccolta di nuove adesioni.
I firmatari possono accompagnare l'adesione con una dichiarazione. Le citazioni pubblicate accanto al nome sono verificate dalla segreteria del progetto e riportate con la loro fonte.
Simone Crolla, Consigliere Delegato • Stefano Lucchini, Presidente
Alvise Biffi, Presidente
Carlo Sangalli, Presidente
President & CEO, HPE
Rettrice, Università Cattolica del Sacro Cuore
Rettore, Università Bocconi
Presidente, Fondazione Fiera Milano
Rettrice, Università degli Studi di Milano
Senior Partner, Fondo Artificial Intelligence, CDP Venture Capital
Direttore Generale, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci
Rettrice dell’Università IULM
CEO, Accenture Italia
Presidente, Centro Studi Grande Milano
Chair and Chief Executive Officer, Marcegaglia Holding
CEO, Azimut
Imprenditrice e Filantropa, già Sindaco di Milano.
Presidente Emerito, Pontificia Accademia per la Vita
Presidente e fondatore, Fondazione Pensiero Solido
Presidente, Indicam
CEO, Deloitte Italy and Central Mediterranean
Executive Vice President e Chief Scientist, Salesforce AI Research · Adjunct Professor of Computer Science, Stanford University · Membro dell'Independent International Scientific Panel on AI delle Nazioni Unite
Rettrice, Politecnico di Milano
Presidente Esecutivo, Gruppo Pirelli
Presidente, Human Technopole
Presidente, Fondazione Altagamma
Manifesto di Milano · settembre 2026
Quattro ragioni fanno di Milano il luogo naturale in cui costruire il prossimo pilastro della governance globale dell’intelligenza artificiale.
Il primo polo universitario e di ricerca del Paese, fra i più densi d'Europa per pubblicazioni e talenti sull'intelligenza artificiale.
La regione industriale più forte del continente: il luogo naturale in cui l'AI incontra la produzione, la salute, l'energia, la logistica.
Un ponte stabile fra Stati Uniti ed Europa, indispensabile perché una governance globale dell'AI sia credibile su entrambe le sponde.
Milano unisce la tradizione costituzionale europea e il Magistero della Chiesa Cattolica sull'AI: un presidio che nessun'altra candidata può offrire.
Presentazione del primo policy paper e lancio della candidatura.
Carolina Principles del G20: il quadro complementare sul versante degli Stati.
Manifesto pubblico e costituzione del Comitato Promotore.
High-level week della 81ª Assemblea Generale: prima proiezione istituzionale.
Seconda sessione del Global Dialogue a New York: il checkpoint decisivo.
Firma ufficiale del Manifesto da parte dei promotori
Evento di presentazione istituzionale del Comitato Promotore
La proposta è costruita su una base documentale pubblica e verificabile. Il primo policy paper, presentato il 27 luglio 2026, formula la candidatura e ne espone le ragioni economiche, istituzionali ed etiche. Il secondo, di settembre 2026, entra nel merito operativo: le funzioni del nuovo pilastro, il perimetro di responsabilità, il rapporto con le agenzie e i quadri esistenti, il modello di finanziamento ibrido che ne renderebbe sostenibile l'istituzione.
Sono documenti di lavoro, pensati per essere letti, discussi e contestati nel merito: costituiscono la base del dossier tecnico che accompagnerà la candidatura. Entrambi i paper sono disponibili in italiano e in inglese, scaricabili liberamente e citabili.
27.07.2026
Perché candidare Milano a ospitare un hub ONU per la governance etica dell'AI. Il governance gap, i precedenti storici delle sedi internazionali, le credenziali della città e la roadmap dalla proposta alla Host City Proposal.
30.09.2026
Le funzioni per un nuovo pilastro ONU per la governance dell'AI
La sottoscrizione è aperta a istituzioni, imprese, università, centri di ricerca, ordini e associazioni professionali, italiani e internazionali, e a singole personalità che intendano aderire a titolo personale.